Start Ods 2026

LA SERATA

Il pomeriggio del 10 ottobre, nel cortile di San Pietro, si è tenuta la Start Ods, l’appuntamento annuale che dà ufficialmente il via alle attività dei nostri oratori. Tra cibo, musica e giochi, la comunità si è ritrovata per scoprire il brano che accompagnerà incontri e attività di quest’anno, e anche per conoscere alcuni nuovi progetti pensati per i giovani.

 

IL BRANO DELL’ANNO

Il riferimento biblico scelto è il capitolo 27 degli Atti degli Apostoli (Bibbia CEI 2008 | Nuovo Testamento | Atti degli Apostoli), che racconta il viaggio di Paolo verso Roma da prigioniero e il drammatico naufragio dell’imbarcazione a Malta. Non è soltanto il resoconto di una traversata, ma una potente metafora della vita e della comunità cristiana: di fronte a una tempesta improvvisa e allo smarrimento, la fede non cancella la difficoltà, ma offre una speranza solida. Paolo diventa così un punto di riferimento, un’ancora per i suoi compagni di viaggio: responsabilità, cura reciproca e fiducia in Dio permettono di superare la prova e di raggiungere la terra tutti insieme, sani e salvi.

Durante la serata abbiamo chiesto a Don Antonio Bortone e a Gianluca Spiga, presidente dell’associazione, come si fosse arrivati a questa scelta. Ci hanno spiegato che il tema dell’anno nasce sempre per ispirazione: questa volta l’idea è stata di Don Antonio Marino e, una volta letto il brano, è stato chiaro quanto parlasse della storia di Ods. «I discepoli sono come noi e il tema del viaggio è centrale: siamo ancora qui, a portare la buona notizia ai ragazzi e alle famiglie», ci dice Gianluca.

Il percorso, però, è stato articolato: si è partiti dalla volontà di avere un tema che non valesse solo per un anno, ma che desse continuità al cammino. Inizialmente una delle proposte per l’anno era stata la prima comunità cristiana e la sua formazione, poi Don Antonio Bortone ha proposto gli Atti degli Apostoli e, ragionando insieme, si sono resi conto che era un testo molto rappresentativo della storia di Ods. Il brano definitivo è emerso grazie all’incontro con Laura Verrani, biblista della diocesi, che ha aiutato il gruppo nella riflessione e nel contestualizzare il brano alle necessità della comunità.

Abbiate coraggio – cammino pastorale 2026-27

 

I NUOVI PROGETTI

Oltre al brano guida, attraverso un gioco che ha coinvolto tutti i presenti, è stato presentato il progetto SanpiSpot: Social Place of Togetherness. Si tratta di uno spazio ricreativo per i giovani di Settimo, con serate a tema, giochi e la possibilità di incontrarsi e stare insieme. L’obiettivo è offrire ai giovani volontari un luogo dove non si debba per forza fare qualcosa, ma si possa semplicemente stare.

Le serate, riservate ai maggiori di 16 anni, si terranno ogni due settimane nel salone di San Pietro; per maggiori informazioni trovate la pagina Instagram (IG. SanpiSpot).

Tra le intenzioni dell’anno c’è anche quella di lanciare Santa Maria come un luogo di ritrovo e socializzazione per i giovani e giovanissimi di Settimo, facendolo diventare un centro di aggregazione minorile (CAM): un posto dove giocare, sperimentare, studiare e sentirsi ascoltati, e dove trovare accompagnamento, anche per i più grandi.

 

E ORA… PAROLA ALLA COMUNITÀ

Abbiamo chiesto agli educatori e agli animatori cosa si aspettano da questo nuovo anno. Per Giulia l’oratorio dev’essere un luogo in cui i ragazzi si sentano liberi di parlare; Eleonora lo vede come un percorso di crescita e divertimento, con figure di riferimento accanto; Marco spera che i ragazzi possano divertirsi ma anche imparare qualcosa. Francesco guarda più avanti: «che i ragazzi possano fare a meno di noi», diventando più indipendenti. Daniela, infine, si augura che ognuno possa «sentirsi parte di qualcosa di più grande».

Poi una richiesta difficile, descrivere la Start Ods con una sola parola: incontro, informazione, comunicazione, ma anche inizio, comunità nuova e infine intergenerazionale.

Infine, le impressioni sui nuovi progetti. Francesco trova SanpiSpot una proposta molto interessante, ma ricorda che la priorità di Ods non è creare nuovi luoghi fisici, quanto luoghi di relazione comunitaria: come dice Gesù, dove due persone sono unite nel suo nome, lì c’è già cristianità. Centrale per lui è la comunità pastorale: «abbiamo fatto i giovani, ora facciamo la comunità». Daniela, invece, ci vede una buona idea, soprattutto perché può unire anche gli animatori più grandi, offrendo uno spazio aggregativo anche agli educatori.